Tra i giovani e i giovanissimi italiani spopola un nuovo genere musicale: la trap. Uno stile che deriva direttamente dal rap e che, proprio come il suo ‘parente’ più grande, nasce negli USA, nel primo decennio degli anni 2000. La trap in Italia arriva qualche anno dopo, importata da grandi figure della scena rap come Guè Pequeno e Marracash intorno al 2011-2012. In seguito, però, il genere si evolve con la nascita di giovani artisti che hanno portato la trap ad essere amata dagli adolescenti e dai bambini.
In seguito 10 artisti emblematici della trap italiana.
1. Sfera Ebbasta

Sfera, pseudonimo di Gionata Boschetti è un rapper italiano ed è uno dei più famosi trapper italiani, amato da moltissimi ragazzi di tutta la penisola. Nato a Sesto San Giovanni (MI), ha cominciato ad avere successo intorno al 2015. Autodefinitosi «il re della trap», Sfera Ebbasta è salito alla ribalta grazie alla pubblicazione dell’album XDVR, inciso con la collaborazione del produttore discografico Charlie Charles, ottenendo un buon successo in Italia. Tale successo si è replicato con le uscite di Sfera Ebbasta (2016) e Rockstar (2018), il secondo dei quali ha permesso all’artista di divenire il primo italiano ad entrare nella top 100 mondiale della piattaforma di streaming Spotify.
2. Dark Polo Gang
La Dark Polo Gang è un collettivo musicale trap italiano, più precisamente romano. Forse la crew più famosa. E’ formata da: Tony Effe, Wayne Santana, Dark Pyrex e Dark Side. Fa parte del gruppo anche Sick Luke, il produttore, che insieme a Charlie Charles è considerato una delle figure più innovative e competenti della scena trap italiana. Sotto una velata autoironia, il nucleo dei testi cantati dal gruppo è costituito da una critica al rap moderno, definito ormai accessibile a tutti. La Gang, inoltre, tratta della globalizzazione e della necessità di adattarsi alle sue regole per guadagnare e diventare famosi, da sempre unico obiettivo della stessa Gang. Tra le tematiche prevalentemente affrontate dal gruppo ci sono anche gli stupefacenti, la malavita, la passione per la moda, i soldi e l’amore e infatti il successo del gruppo romano è determinato più che dalle loro doti musicali, dal loro atteggiamento capitalistico e dal loro attaccamento ai beni materiali. Lo strumento maggiormente usato dalla Dpg per arrivare al pubblico sono le Instagram Stories: i giovani membri della gang creano frasi, a volte non sense, lanciando spesso delle mode.
3. Ghali
Nato a Milano da genitori tunisini, Ghali ha iniziato ad avvicinarsi all’hip hop utilizzando lo pseudonimo nome Fobia, poi diventato Ghali Foh. Nel 2011 ha fondato i Troupe D’Elite, gruppo nel quale erano presenti anche il rapper, la cantante Maite e il produttore Fonzie. Con il tempo, si fa conoscere anche grazie a Fedez acompagnandolo nel suo tour e aprendo le serate dei suoi concerti. Tra il 2014 ed il 2016 Ghali raggiunge il successo grazie a vari singoli caricati su Youtube, in quest’ultimo anno pubblica Ninna Nanna, che registra record di streaming e viene certificato triplo disco di platino FIMI. A Maggio 2017 Ghali fa la comparsa nei digital store il suo primo disco: Album, che ottiene molto successo e raggiunge il disco di platino. Mentre nel 2018 l’artista tunisino canta Cara Italia, singolo a favore dell’immigrazione e antirazzista.Ghali è un artista poliedrico e allegro; il suo successo è da ricercare nel suo discostarsi dai temi della trap originale e nell’apertura a temi romantici e di impegno sociale, più caratteristici di altri generi musicali.
Non a caso Ghali è probabilmente l’artista trap più passato in radio e apprezzato dagli adulti.
4. Tedua

Tedua, pseudonimo di Mario Molinari, conosciuto inizialmente anche come Incubo o Duate, è noto come uno dei componenti del collettivo Wild Bandana. Giovane trapper genovese, arriva al successo nel 2016 con l’album Orange County, disco nel quale sono presenti sonorità tipiche della drill music, sottogenere della trap. La drill music viene espressa da Tedua con un rappare a schema libero anticipando il beat, creando così un effetto che ai più sembra fuori tempo.Sotto questo punto di vista, la critica si è espressa in maniera disomogenea riguardo lo stile di Tedua, esprimendo talora soddisfazione, talora disapprovazione per l’innovazione artistica del rapper. Le sonorità drill, tuttavia, rispondono al flusso di coscienza che sta alla base della musica di Tedua, che è sempre espressione verbale dei pensieri e delle sue esperienze di vita. Nel 2018, il cantante ligure fa uscire La legge del più forte, album interamente in collaborazione con il suo amico e produttore Chris Nolan. In quest’ultimo disco Tedua si consacra personaggio fuori dagli schemi del panorama trap italiano. Oltre ad essere un trapper, Tedua sfila in varie occasioni per il brand Dolce e Gabbana, manifestando il suo stile nel vestire e nell’essere versatile sia nella moda che nella musica che produce.
5. Izi
Izi, pseudonimo di Diego Germini cresciuto anche lui a Genova, all’età di 17 anni ha deciso di abbandonare la scuola e di fuggire da casa, iniziando a vivere un periodo di vagabondaggio durante il quale ha dovuto affrontare anche un coma diabetico. Inoltre entra nel collettivo Wild Bandana e adotta lo pseudonimo definitivo Izi per l’assonanza con il termine inglese “easy”. Nello stesso periodo, viene scelto come protagonista per il film Zeta, in cui interpreta un giovane rapper in cerca di fama. Dopo la realizzazione e la pubblicazione del film, Izi fa uscire il suo primo album, Fenice, un lavoro in cui racconta, tra gli altri temi, varie storie collegate al diabete, malattia che lo affligge. Nel 2017, il giovane trapper pubblica Pizzicato, il suo secondo album ed è proprio grazie a questo che ottiene il disco d’oro, collaborando con artisti affermati come Fibra. Caratterizzato da sonorità molto trap, pregne di autotune.
6. Rkomi
Rkomi, pseudonimo di Mirko Manuele Martorana è un anagramma del suo vero nome, ovvero Mirko, questo modo di invertire le lettere di una parola viene in gergo chiamato “riocontra” che è a sua volta un anagramma della parola “contrario”. Originario del quartiere di Calvairate a Milano e fondatore della crew Z4G, è considerato un “poeta” della trap. Infatti i suoi testi risultano complicati, pieni di assonanze e rime formate in modo particolare. Nonostante un avvio legato al rap puro con sonorità attuali, Rkomi si è presto proposto come esponente dell’indie rap. Nella sua musica propone spunti autobiografici, sfruttando la resilienza come tema chiave delle sue canzoni.Nel 2017 entra in Roccia Music, etichetta con la quale pubblica il suo primo album: Io in Terra. Il disco è molto personale e ottiene discreto successo, discostandosi un poco dalle tipiche sonorità trap e avvicinandosi all’Indie. Come si può notare anche nella canzone di maggior successo dell’album, Apnea, prodotta dal cantante trasteverino Carl Brave.
7. Achille Lauro
Achille Lauro è un rapper romano arrivato al successo nel 2014 quando approda in Roccia Music.Nel 2015 e nel 2016 pubblica due dischi: Dio c’è e Ragazzi Madre, che trattano di tematiche molto “street” e riscuotono discreto successo. Nello stesso anno il romano esce da Roccia Music e firma per Sony Music. Nel 2017 prende parte al reality “Pechino Express”, in cui fa coppia con Boss Doms. Oltre a essere suo amico stretto, Boss Doms è anche il suo produttore, con il quale ormai fa coppia fissa anche nella musica. Tuttora i due artisti sono visti come i più sperimentali ed eclettici della scena trap. Questo soprattutto grazie ad un filone di canzoni che appartengono alla Samba Trap, genere da loro inventato e che ha sonorità sudamericane fuse con quelle tipiche della trap.
8. Enzo Dong
Figura principale della trap napoletana, Enzo Dong (Dove Ognuno Nasce Giudicato), raggiunge la notorietà nel 2015 con il singolo Secondigliano Regna. L’anno seguente esce Higuain, brano diventato virale per le sue parole tutt’altro che idilliache rivolte all’attaccante passato dal Napoli alla Juventus.
Seguono singoli altrettanto fortunati come Italia Uno, E strad song e nostre e il recente brano Ciro. Quasi tutti i singoli di Enzo Dong sono caratterizzati da una forte attitudine al raccontare ciò che è la strada, trattata però con toni allegri, con basi ripetitive e invadenti, tipiche del suo stile eccentrico.
9. Capo Plaza
Capo Plaza pseudonimo di Luca D’Orso è un giovane rapper salernitano (è nato nel 1998). Preso sotto l’ala protettrice di Ghali e di Sto Records, etichetta discografica del cantante italo-tunisino, Capo Plaza raggiunge il successo nel 2017 con i singoli “Allenamento #1” e “Allenamento #2”. Alla fine dello stesso anno pubblica Giovane Fuoriclasse, singolo col quale anticipa l’album che uscirà nel 2018, sempre con l’etichetta Sto Records. Capo Plaza fa parte della nuovissima scena trap italiana, nonostante non si discosti molto dai canoni trap originali.
10. Drefgold
Drefgold, pseudonimo di Elia Specolizzi, è un trapper bolognese del ‘97. Anche lui entra di diritto nella nuova scena trap giovanile. Nel 2017, grazie ai singoli Kanaglia e Occupato, Drefgold raggiunge la fama e nel 2018 entra in Billion Headz Music Group, etichetta di Sfera Ebbasta e di Charlie Charles. Proprio con Sfera collabora per il singolo Sciroppo, inserito nell’ultimo album del trapper milanese. Drefgold ha sonorità nuove e scherzose, con basi estrose, perfette per attrarre i giovanissimi.